Psicoterapia integrativa
Psicoterapeuta integrativa specialista. La psicoterapia integrativa non sceglie una sola scuola per imporla a tutti. Parte dalla persona, dal suo ritmo e da ciò di cui ha bisogno adesso, poi costruisce il percorso con gli strumenti che le sono adatti: lavoro con l'emozione, con il pensiero, con il corpo, con la storia di vita e con la relazione.
Lavoro in modo integrativo perché le persone non arrivano in studio divise in capitoli. Qualcuno arriva con un'ansia che ha, allo stesso tempo, una componente di pensiero, una corporea, una di storia familiare e una relazionale.
Trattare un solo capitolo significa lasciare che la persona ripari il resto da sola. Per questo non impongo una scuola: costruisco il percorso con gli strumenti che le sono adatti.
In breve
- Oltre 20 anni di pratica in psicoterapia e psicologia clinica
- Formazione integrativa, con supervisione
- Lavoro con adulti, coppie e adolescenti
- Sedute in studio oppure online
Tre cose che cambiano il modo in cui procede la terapia
La mappa, prima del metodo
La prima parte del lavoro non è ancora terapia, è chiarezza: cosa succede, da quando, su quale sfondo, cosa hai già provato e cosa ti ha aiutato, anche solo un po'.
Progressi che si vedono
Ogni tappa ha un obiettivo detto ad alta voce e un segno da cui capiamo che è stato raggiunto. Non lavoriamo "finché non ci sentiamo meglio".
I dati del cervello, accanto al colloquio
Quando una mappa cerebrale mostra una rete di allerta sempre accesa, "perché non riesco a calmarmi anche se capisco tutto" diventa una domanda con una risposta. Non sei pigro: hai un cervello che chiede altro dalla forza di volontà.
Quattro passi, in questo ordine
Valutazione iniziale
Stabiliamo insieme cosa ti porta qui, da quando, su quale sfondo e qual è l'obiettivo concreto. Non iniziamo la terapia prima di sapere dove vogliamo arrivare.
Un piano a tappe
Ogni tappa ha uno scopo chiaro e un segno da cui capiamo che è stata raggiunta. Il progresso si vede, non si presume.
Strumenti combinati
Cognitivo-comportamentale, lavoro con l'emozione, tecniche di regolazione del sistema nervoso, ipnoterapia clinica, elementi di terapia del trauma. Ciò che aiuta si usa.
Ancorati ai dati
Quando è utile, affianchiamo al colloquio la mappa cerebrale qEEG. La terapia diventa misurabile, non soltanto percepita.
Cosa ti porta qui, cosa c'è dietro, su cosa lavoriamo
| Cosa ti porta qui | Cosa c'è dietro | Su cosa lavoriamo insieme |
|---|---|---|
| Un'ansia che non cede agli argomenti | Un sistema nervoso bloccato in allerta | Regolazione fisiologica e lavoro sul pensiero ansioso |
| Esaurimento e mancanza di senso | Risorse consumate più in fretta di quanto si ricostruiscano | Ritmo, limiti, recupero, poi direzione |
| Gli stessi conflitti, con un altro partner | Uno schema relazionale appreso presto | La storia relazionale e le scelte che si ripetono |
| Reazioni sproporzionate alla situazione | Un'esperienza che non si è mai chiusa | Lavoro sul trauma, per gradi, prima la sicurezza |
Le quattro situazioni più frequenti. L'ordine delle tappe si stabilisce nella prima seduta.
La tabella scorre lateralmente.
I motivi per cui le persone arrivano in questo ambito
Non ti chiedo di cambiare. Ti mostro perché funzioni come funzioni, e da lì scegli tu.
Sulla stampa e in trasmissione
Gli argomenti che spiego pubblicamente, su testate nazionali e nei podcast.
Non sei sicuro che sia l'ambito giusto per te?
Un primo colloquio chiarisce esattamente questo. Tu mi dici cosa succede, io ti dico con sincerità in quale ambito si lavora e se serve qualcun altro.



















